La schizofrenia oggi

La schizofrenia è un disturbo mentale grave, perché altera tutta una serie di funzioni psichiche, tale da rendere invalidante, in taluni casi, anche le normali attività della vita quotidiana. La probabilità di ammalarsi si situa intorno all'1%, ripartita in maniera uguale tra uomini e donne.

Schizofrenia deriva dal greco e significa mente “separata”, intendendo una separazione dalla realtà. Infatti la malattia interferisce con la capacità dell'individuo di riconoscere la realtà e di gestire le proprie emozioni.

Tra i sintomi della schizofrenia, vi sono quelli che vengono definiti positivi, e si presentano quando la persona perde il contatto con la realtà in misura rilevante, come:

-Il delirio (convinzioni assolute ed incontestabili che riguardano spesso, ma non sempre contenuti assurdi; es. "gli alieni mi vogliono uccidere"; "sono circondato da microfoni dappertutto").

-allucinazioni (percezione di stimoli per lo più acustici (le voci), che in realtà non esistono; es. voci che offendono il paziente o che commentano ogni sua azione)

Poi vi sono i Sintomi  Negativi:  come la piattezza emotiva, la mancanza di espressione, l’incapacità di iniziare e portare a termine le azioni più comuni e la perdita di interesse per la vita.

Una terza categoria di sintomi presenti nello schizofrenico sono detti Sintomi Disorganizzati,  questi sono rappresentati dal disturbo del pensiero, espresso con modi di pensare non usuali, dall'incapacità di organizzare in maniera logica e sensata i propri pensieri.

 Disturbi  del linguaggio e  del movimento: espressi con movimenti agitati del corpo che possono ripetersi molte volte, o con forme catatoniche, come il completo immobilismo e mutismo, o l’assunzione di posture anomale.

La schizofrenia principalmente si differenzia in 4 sindromi:

- paranoide-allucinatoria (con una marcata prevalenza di deliri ed allucinazioni, oltre a naturalmente i sintomi principali. Spesso assume una forma acuta e comincia durante o dopo il 4° decennio di vita).

- catatonica (i sintomi catatonici sono molto marcati, anche i deliri e le allucinazioni sono possibili. Importante è che questa forma schizofrenica ha una prognosi favorevole).

-ebefrenica (si sviluppa quando il paziente è ancora giovane,  caratteristica è la sensazione di superficialità che questi pazienti irradiano. La prognosi è decisamente sfavorevole).

-Schizofrenia simplex (questo processo ha luogo lentamente ed in maniera non drammatica. Con il passare dei mesi e degli anni, il paziente perde l'impulso all'iniziativa, rende sempre di meno, riduce i contatti umani, ed infine sviluppa quasi solo i sintomi principali ed essenziali della schizofrenia. La prognosi è negativa. Il paziente non ha praticamente chance di tornare alla normalità).

Riconoscere uno schizofrenico prima della malattia vera e propria è abbastanza difficile. Spesso mostrano comportamenti stravaganti di breve durata. Alcuni sono molto timidi e ritirati, altri decisamente vivaci e bizzarri. Un inizio acuto della schizofrenia non è molto frequente, ma quando avviene è meglio, in quanto la prognosi è più favorevole.

 L’insorgere del disturbo è legato ad una serie di fattori  che contribuiscono a creare un terreno favorevole per lo sviluppo della schizofrenia, questi sono di carattere ereditario, biologico, sociale, psicologico e relazionale.

La terapia della schizofrenia ha avuto negli ultimi anni notevoli miglioramenti sia per la disponibilità di nuovi farmaci molto efficaci e selettivi, con riduzione degli effetti collaterali, sia per l'ampliamento delle conoscenze dei disturbi del pensiero e delle emozioni correlate al disturbo, sia per le esperienze ormai numerose di riabilitazione psicosociale. 

L'insieme di queste conoscenze ha consentito l'individuazione di progetti di trattamento complessi ed integrati che hanno evidenziato notevole efficacia, cioè un’evidente riduzione dell'intensità dei sintomi, evidente riduzione del numero delle crisi acute, evidente miglioramento dell'inserimento sociale e lavorativo delle persone affette da schizofrenia (Fowler, Garety, Kuipers,  1997)

Da un punto di vista psicologico, secondo la concezione sistemico-relazionale, che studia principalmente l’individuo all’interno del suo sistema di appartenenza (famiglia e ambiente circostante) la famiglia viene considerata come il sistema relazionale primario nel processo di individuazione, crescita e cambiamento di ogni singolo componente e quindi  la sofferenza di uno dei membri di tale sistema, può essere considerata come espressione della disfunzionalità dell’intero sistema  sia nelle  relazioni interne che in quelle con l’ambiente esterno.

Il sintomo non è più soltanto la manifestazione della sofferenza di un individuo, ma l'espressione di un disagio che investe nella sua totalità il sistema di cui l’individuo fa parte.

Nel trattamento del paziente schizofrenico, in taluni casi, può essere richiesta  una terapia familiare e quando si lavora con la famiglia, il terapeuta deve considerare questa come una risorsa terapeutica, deve valorizzare il contributo di tutti alla comprensione di ciò che sta accadendo e alla ricerca di soluzioni nuove, deve sostenere la partecipazione attiva dell'intero nucleo familiare  come via privilegiata per superare le difficoltà.

Un intervento terapeutico ha lo scopo di migliorare il sistema di comunicazione dei familiari in modo che alcuni schemi relazionali, che sicuramente non hanno determinato il sintomo, ma possono concorrere a sostenerlo o ad esasperarlo, vengano abbandonati.

Si tratta di un cambiamento che può concorrere allo strutturarsi di un clima emotivo familiare più equilibrato riducendo anche sensibilmente lo stato di disagio del paziente.

 

Dott.ssa Stefania Lavacca

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